Apple ha guadagnato 8,5 miliardi di dollari dai giochi (profitti operativi). Più di Nintendo, Xbox di Microsoft, PlayStation di Sony e Activision Blizzard, l’editore di Candy Crush, messi insieme

Sono i videogame il vero business che traina l’app economy e Apple ne è la regina. È quindi soprattutto sui giochi lo scontro che contrappone Apple, Google e gli sviluppatori; Epic in testa, non a caso un produttore di giochi (Fortnite). A illuminare le dinamiche di questo business è un recente studio del Wall Street Journal, basato sulle carte del processo tra Apple ed Epic, appena terminato. Com’è noto, il giudice ha ordinato ad Apple di aprire un po’ le regole dell’app store, ma ha decretato che Apple non è un monopolista. Anche se nel complesso la decisione è stata vista dagli esperti del settore come una vittoria per la società della Mela, il caso è servito almeno a svelarne i numeri del business. Ha permesso così di scoprire che cosa dà la linfa all’app economy; che cosa Apple (e, di rimando probabilmente, anche Google) ha di più caro in questo ambito. I giochi, appunto.

Apple ha infatti guadagnato 8,5 miliardi di dollari dai giochi (profitti operativi). Più di Nintendo, Xbox di Microsoft, PlayStation di Sony e Activision Blizzard, l’editore di Candy Crush, messi insieme. Notizia sorprendente, dato che a differenza di loro Apple non è editore di giochi. Ma sono tutti guadagni ottenuti, dal 30% di quota applicata sui guadagni delle app presenti sul suo store. Guadagni altissimi, dato che i costi sono ridottissimi: Apple non deve produrre, distribuire, promuovere i giochi (o persino le console), a differenza di quelle altre società. Ora si scopre così anche perché Apple negli ultimi mesi ha offerto concessioni, ossia ridotto la quota, su varie categorie di app; ma non sui giochi. Un’altra scoperta notevole è che degli oltre un miliardo di utenti iPhone, solo una piccola percentuale è interessata al gioco.

Dalle cifre emerse dal processo Epic, solo il 6% dei clienti dell’App Store nel 2017 ha rappresentato l’88% dei ricavi. Un gruppo ancora più piccolo ha speso la maggior parte di quel denaro. C’è un pugno di accaniti giocatori che spende 2.700 dollari all’anno per i giochi nell’App Store. Per il tipo di gioco più diffuso per avanzare oltre le prime fasi bisogna pagare, cifre sempre più alte. Sono i videogame freemium, gratis all’inizio ma con acquisti in-store. Una dinamica che, tra l’altro, ha creato problemi a genitori che hanno avuto la cattiva idea di regalare smartphone ai figli con carta di credito associata e senza alcun sistema di sicurezza. Così, mentre la maggior parte degli utenti si accontenta di giocare poche ore, senza pagare, c’è uno zoccolo duro di persone che trainano il mercato. Una scoperta che ha anche implicazioni di business importanti: gli sviluppatori e Apple ora si litigheranno questi utenti dalle uova d’oro. I primi vorranno portarli a pagare su canali esterni all’app store – come concesso dal giudice – mentre Apple vorrà tenerli tutti al proprio interno. L’esito di questo braccio di ferro sui pochi grandi spendaccioni in games farà girare miliardi.

Di admin

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