Listini penalizzati dal pil cinese e dal calo oltre le attese della produzione industriale americana. Ancora in rialzo il petrolio

La frenata delle due grandi locomotive mondiali, Cina e Usa, zavorra i listini globali con l’Europa che chiude in rosso e Wall Street contrastata dopo il rally di settimana scorsa. Il pil di Pechino nel terzo trimestre è salito del 4,9%, molto meno rispetto al +7,9% del trimestre precedente mentre la produzione industriale americana, a settembre, è calata dell’1,3% su base mensile (attese +0,2%).

Le principali Borse continentali archiviano così la giornata con passivi attorno di poco inferiori all’1% con Milano (-0,83%), penalizzata comunque dallo stacco cedole di quattro big – Generali Ass -2,04%, Intesa Sanpaolo -3,24%, Unipol -4,71% e Banca Mediolanum -7,36%, tutte in coda all’Ftse Mib – che pesa per lo 0,59%. Tra i titoli più brillanti spiccano Banco Bpm +2,18% e Bper, seguiti dal risparmio gestito, che vede Banca Generali +1,40% brillante. Ancora vendite su Leonardo -0,86%, già sotto pressione nelle ultime sedute per le forniture di pezzi difettosi a Boeing. In rosso i titoli industriali, in particolare la galassia Agnelli, con la holding Exor -1,61% e Stellantis -1,82%.

Infine, tornano a salire i rendimenti sull’obbligazionario con il Treasury decennale a un passo all’1,6% e il Btp allo 0,9% mentre il petrolio avanza ancora con il Wti a 82,5% (+0,3%) Sul fronte dei cambi, l’euro recupera quota 1,16 dollari (1,1579 venerdì in chiusura) e si attesta a 132,61 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 114,28.

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