L’istituto ha pubblicato il nuovo piano industriale. Intanto i mercati asiatici sono deboli, ma Oltreoceano Nasdaq e S&P500 hanno aggiornato nuovi record

Borse europee prudenti nell’attesa dell’importante dato americano sul mercato del lavoro che verrà diffuso nel primo pomeriggio. In più la debolezza dei mercati asiatici sta incoraggiando un atteggiamento più cauto, dopo la corsa registrata dagli indici europei nelle ultime sedute. Del resto preoccupa la tenuta del sistema immobiliare cinese: dopo la crisi che ha travolto Evergrande, è emerso che la società di sviluppo immobiliare cinese Kaisa non ha pagato un prodotto di risparmio, cosa che ha penalizzato i listini dei Sud Est Asiatico. I titoli dell’azienda sono stati sospesi dalle contrattazioni alla Borsa di Hong Kong, dopo che ieri avevano accusato un tonfo del 15%.

Secondo gli osservatori, comunque, il trend delle Borse rimane impostato al rialzo, complice la chiusura dell’anno ormai a portata di mano. Tanto è vero che per adesso il rialzo dei contagi da Covid-19 in Europa o alcuni dati macro a luci e ombre, nonché la prospettiva di una stretta di politica monetaria da parte delle principali banche centrali non hanno scosso l’andamento delle Borse. A Wall Street anche ieri l’indice S&P500 e il Nasdaq hanno aggiornato nuovi record. In Europa Francoforte consolida i livelli raggiunti ieri, quando per la prima volta l’indice Dax40 ha superato quota 16mila punti. Va bene Parigi, che si è spinta su nuovi record sopra i 7mila punti.

A Milano il Ftse Mib ha aggiornato nuovi massimi 2021 sopra i 27mila punti, livelli che non vedeva da fine settembre 2008. L’indice, questa mattina, si attesta in area 27.500 punti. Non hanno inciso i dati deludenti pubblicati in Germania e Francia sulla produzione industriale. Nel dettaglio la produzione industriale tedesca a settembre ha registrato una flessione congiunturale dell’1,1%, deludendo le attese degli analisti che si attendevano un rialzo contenuto (+0,2%). Anche in Francia la produzione industriale è peggiorata dell’1,3% mensile a settembre, registrando la prima contrazione dal mese di maggio. La frenata è dovuta alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. La produzione industriale in Francia nel terzo trimestre ha comunque ancora un orientamento positivo con un progresso del 2,8% rispetto allo stesso trimestre del 2020

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