Ai domiciliari anche Giorgio e Vanessa Ferrero, rispettivamente nipote e figlia del presidente blucerchiato.

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza in un albergo di Milano, questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Paola, per reati societari e bancarotta. Secondo quanto si apprende, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini. Ferrero è stato trasferito nel carcere di San Vittore, mentre per altre 5 persone sono stati disposti i domiciliari. Tra di loro anche Giorgio e Vanessa Ferrero, rispettivamente nipote e figlia del presidente della Sampdoria, a quest’ultima viene contestato lo stesso reato di bancarotta di cui é accusato il padre. Tra i destinatari del provvedimento del gip del tribunale di Paola ci sarebbero anche due manager.

L’avvocato di Ferrero, Pina Tenga, ha presentato un’istanza ai magistrati affinché possa essere trasferito a Roma per consentirgli di assistere alla perquisizione e procedere all’apertura di una cassaforte all’interno di un’abitazione. «Lo stanno trattando peggio di Totò Riina». L’arresto è legato al fallimento di alcune società con sede in Calabria. Lo ha confermato a LaPresse il legale, Giuseppina Tenga, che ha ribadito l’estraneità del club ligure nell’inchiesta della procura cosentina. Perquisizioni in varie regioni, tra cui Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria.

Quella della magistratura calabrese non è l’unica inchiesta che vede coinvolto il patron blucerchiato. Pochi giorni fa era trapelata la notizia che Ferrero è indagato anche dalla procura di Roma per riciclaggio e truffa: l’indagine è legata alla cessione del calciatore Obiang al West Ham per 6,5 milioni di euro, denaro che attraverso società schermo sarebbe rientrato nella disponibilità di Ferrero.

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